Bolivia

FOTOGRAFIE DI ROBIN FOA’| PHOTOGRAPHS BY ROBIN FOA’

MATTIOLI 1885

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Un paese straordinario tra Ande, vulcani, colori della gente, salar, missioni gesuitiche… un gioiello di biodiversità.
An extraordinary country with the Andes, volcanoes, salars, colors of the people, jesuit missions… a jewel of biodiversity.
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IL VOLUME

Una gemma incastonata tra Perù, Cile, Argentina, Paraguay e Brasile, senza accesso al mare, che racchiude bellezze straordinarie. Dalle città ad oltre 4000 metri di altezza, all’aeroporto civile più alto del mondo (El Alto), all’Altopiano Andino con i suoi vulcani e le cholitas con i loro caratteristici costumi, al folklore, all’incredibile Salar de Uyuni (il più grande salar del mondo), al Lago Titicaca (il più alto lago navigabile al mondo), alla selva, ai tantissimi animali, all’unicità delle Missioni Gesuitiche della Chiquitania e al loro miracoloso recupero. Uno dei paesi con la maggiore biodiversità al mondo.
Non facile da visitare per poterne apprezzare compiutamente le tante bellezze. Alloggiamenti nelle Ande molto spartani a oltre 4000 metri, con un freddo pungente e senza riscaldamento e acqua calda. Un prezzo da pagare per gustare appieno le meraviglie delle Ande boliviane e le sue meravigliose lagune. E al contrario, il caldo e l’umidità della regione di Santa Cruz de la Sierra e delle Missioni Gesuitiche, che però racchiudono una storia poco conosciuta che merita di essere raccontata.

  • Editore: Mattioli1885
  • Volume rilegato, formato cm 30×28. Pagine 264
  • ISBN: 978-88-6261-870-0
  • Prezzo: Euro 45.00

THE BOOK

A gem located between Peru, Chile, Argentina, Paraguay and Brazil, with no access to the sea, that contains extraordinary beauties. From cities over 4000 meters, to the highest civilian airport in the world (El Alto), to the Andean Highlands with its many volcanoes and the cholitas with their characteristic costumes, to the Bolivian folklore, to the incredible Salar de Uyuni (the largest salar in the world), to Lake Titicaca (the highest commercially navigable lake in the world), to the forest, to the many animals, to the uniqueness of the Jesuit Missions of Chiquitania and their miraculous recovery. One of the countries in the world with the greatest biodiversity.
Not easy to visit thoroughly in order to fully appreciate its many beauties. Very basic housing in the Andes at over 4000 meters, with bitter cold and without heating and hot water. A price to pay to fully enjoy the wonders of the Bolivian Andes and its wonderful lagoons. And conversely, the heat and humidity of the region of Santa Cruz de la Sierra and of the Jesuit Missions, the latter hiding a little-known story that deserves to be told.

  • Publisher: Mattioli1885
  • Binded, cm 30×28. Pages 264
  • ISBN: 978-88-6261-870-0
  • Price: Euro 45.00

PREFAZIONE

La nostra frequentazione con l’America Latina è iniziata nel lontano 1980 con un lungo viaggio tra Messico e Guatemala. Nel 1984 siamo stati per la prima volta in Sud America, dove siamo ritornati molte volte. L’attrazione per quella meravigliosa parte del mondo – la natura, i colori, le luci, le persone, le storie, la musica, la letteratura, l’artigianato – mi ha portato a pubblicare ben quattro libri sul Sud America: Altopiano Andino/Andean Highlands (2014), Patagonia/Tierra del Fuego (2019), Carretera Austral (2020), insieme a mia moglie Rita, e Marble Caves (2021). Questa volta ho pensato di dedicare un libro fotografico a un singolo paese del Sud America, la Bolivia. Un paese straordinario e meno conosciuto che racchiude in un territorio relativamente limitato diversità e bellezze uniche. Dalla capitale La Paz a oltre 3500 metri di altezza, all’altopiano andino con il più grande lago salato del mondo (Salar de Uyuni), al Lago Titicaca, il più grande lago del Sud America e il lago navigabile più alto del mondo (3812 metri), alla selva, agli animali, a piante e fiori, a una straordinaria biodiversità, ai costumi e ai cappelli a bombetta delle indigene abitanti delle Ande (le cholitas), al folklore, alla straordinaria storia delle missioni gesuitiche della Chiquitania e altro ancora.
Nelle regioni andine dell’attuale Bolivia fiorirono numerose culture. La più importante fu quella Tiahuanaco, che si sviluppò tra il II secolo a.C. e il XIII secolo nella parte meridionale del Lago Titicaca attorno alle frontiere degli attuali stati di Bolivia, Perù e Cile. Molto più recente è stato il dominio degli Inca, che furono gli artefici di una delle maggiori civiltà precolombiane che si sviluppò nell’altopiano andino tra il XII e il XVI secolo, giungendo a costituire un vasto impero.
La storia della Bolivia è stata caratterizzata nel XIX e all’inizio del XX secolo da guerre con i paesi confinanti per questioni di confine e soprattutto per i ricchi giacimenti minerari e anche per l’estrazione del caucciù nella foresta amazzonica (Guerra dell’Acre). Un altro importante conflitto fu la guerra del Pacifico (1879-1884) o guerra del salnitro tra Bolivia, Cile e Perù. I motivi sono legati all’accesso al mare per la Bolivia e alla ricchezza della zona desertica intorno ad Antofagasta ricca di salnitro, necessario allora per fabbricare la polvere da sparo, e di guano che serviva da combustibile e fertilizzante. Le conseguenze della sconfitta furono pesanti per la Bolivia che perse il suo unico e fondamentale accesso al mare e oltre 100.000 chilometri quadrati di territorio che andarono al Cile. Poco dopo, i cileni scoprirono nella zona sottratta alla Bolivia – la pampa di Acatama – il più grande giacimento di rame del mondo. La perdita dell’unico sbocco sull’Oceano Pacifico – fondamentale per lo spostamento di preziosi minerali (mercurio, oro, argento e altro) di cui era ricco il sottosuolo boliviano – ha fatto sì che la tensione tra Bolivia e Cile duri ancor oggi. Nel 2010, la Bolivia ha stretto un accordo con il vicino Perù, in virtù del quale ha ottenuto per 99 anni l’uso del porto di Ilo.
Ogni mio libro (siamo ormai al decimo) ha caratteristiche un poco diverse. In questo, ho pensato di suddividerlo in 10 capitoli: 1) I popoli delle Ande; 2) Città; 3) Mercati; 4) Ande e Altopiano Andino; 5) Salar de Uyuni; 6) Lago Titicaca; 7) Folklore; 8) Refugio Los Vulcanes/Amboró National Park; 9) Selva, animali, coltivazioni, popolazioni indigene; 10) Missioni Gesuitiche, con un’ulteriore breve appendice. Ogni sezione fotografica è preceduta da una breve introduzione.
Siamo andati in Bolivia nel 2011 e nel 2019. Per ottimizzare i tempi e i percorsi e per le oggettive difficoltà logistiche siamo sempre stati accompagnati. Il primo viaggio è stato organizzato con l’aiuto di Ricardo Amaru, un collega ematologo che lavora a La Paz e che si è in parte formato in Italia. Ci ha accolto al nostro faticoso arrivo all’Aeroporto Internazionale di El Alto, sito a 4061 metri sul livello del mare – l’aeroporto internazionale più alto del mondo – dopo un lungo viaggio che da Roma ci ha portato prima ad Amsterdam, poi a Miami e infine a La Paz nello stesso giorno (notte fonda al nostro arrivo). Non mi era mai capitato di vedere le bombole di ossigeno all’arrivo come a El Alto… D’altra parte, anche Ricardo aveva una bombola di ossigeno in macchina, per ogni necessità… Non ne abbiamo avuto bisogno, ma arrivati a casa sua ha insistito che ci ‘ossigenassimo’!
Con Ricardo avevamo concordato di arrivare per la giornata del folklore universitario (Entrada Folclórica Universitaria) che si tiene a La Paz dal 1988. E poi a seguire il lungo giro lungo tutto l’Altopiano Andino (Altiplano), accompagnati dalla guida Sonia e dall’autista Augustin.
Per il viaggio del 2019 abbiamo fatto invece base a Santa Cruz de la Sierra nella parte sud-orientale della Bolivia per visitare altre zone del paese. Anche in quest’occasione in tutti i nostri giri siamo stati accompagnati.
Ci piace in particolare ricordare Negrita Boguia, che parlava italiano perché aveva trascorso alcuni anni nel nostro paese [Foto 4]. È stata una accompagnatrice preziosa con una profonda conoscenza della Bolivia e soprattutto conosceva tutti, aprendoci in alcune occasioni anche porte chiuse. Mi fa piacere ricordarla perché purtroppo quest’anno ci ha prematuramente lasciato.
Questo libro non ha ovviamente la pretesa di coprire tutta la Bolivia. Però abbiamo potuto vedere molto del paese. E tante sono state le sorprese che hanno di molto superato le aspettative e arricchito i nostri viaggi. Mentre molto si sa di Perù, Argentina e ovviamente del vicino e immenso Brasile, molto meno è conosciuto di questo gioiello di straordinaria biodiversità incastonato tra Perù, Cile, Argentina, Paraguay e Brasile, con un settore turistico ancora da sviluppare.

 

Robin Foà

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